Archivi tag: bambola

LE BAMBOLE DESIDERATE

La scorsa estate mi sono imbattuto in un articolo su un argomento strano: le bambole con fattezze di donne a grandezza naturale. Più esattamente, bambole in silicone destinate a soddisfare i desideri sessuali e non solo. In sostanza, un artigiano spagnolo ottiene un cospicuo finanziamento da parte di un imprenditore cinese ed è convinto di avere un grande successo. Le foto che ritraggono il creatore delle donne-manichino fanno intuire la ricerca di una sensualità immobile. È evidente che queste bambole a dimensione naturale sono l’evidente evoluzione delle bambole gonfiabili che si vendevano nei sexy shop ed hanno il compito di soddisfare i desideri sessuali dei loro compratori. Addirittura, in questa versione dialogano.

La notizia viene accolta dal pubblico in un misto di divertimento e riprovazione per i maschietti che compreranno questi costosi manufatti, ma anche che di disapprovazione verso il loro creatore. Ma perché sono create queste bambole dalle prosperose forme? Proviamo a fare lo sforzo di andare oltre gli schemi mentali stereotipati che scattano su certi argomenti e cerchiamo di percorrere uno dei possibili scenari psicologici che ne determinano la dinamica.

Partiamo da un primo assioma: se nasce un comportamento è segno che c’è una necessità. Quale potrebbe essere la necessità di chi compra una bambola in silicone? Una risposta potrebbe essere che questa dovrebbe supplire ad una carenza di sesso del proprietario. Cosa potrebbe impedire all’uomo di avere una vita sessuale? Le ipotesi possibili potrebbero essere tante: 1) essere brutto; 2) essere povero; 3) sentirsi timido e inadatto; 4) essere spaventato dall’aggressività femminile; o forse un misto di queste ed altre ragioni. Quali sarebbero, dunque, le qualità che soddisfa una bambola sessuale del genere? Non ti giudica, non richiede un continuo impegno di soldi (a parte i costo iniziale), non ti rifiuta, è immobile (non passiva) e rimane dove la lasci. Aggiungerei che si lascia abbigliare secondo i gusti e le fantasia del proprietario. Potremmo definirla l’incarnazione di una donna ideale per un uomo? Naturalmente no. Sicuramente non è una donna. Tuttalpiù un sogno materializzato.

Queste considerazioni chiamano in causa il più ampio fenomeno della sessualità maschile e, conseguentemente, della sessualità femminile, della loro interrelazione, delle dinamiche che generano tutta la gamma di emozioni che esistono tra la soddisfazione e la frustrazione, tra il piacere e la rabbia.

Il problema delle bambole del sesso  – tornando all’origine di questo post –  non è facile da liquidare. L’iniziativa iberico-cinese è solo l’ultimo step di una serie di azioni che portano verso la realizzazione di un probabile sogno maschile, ovvero il sesso secondo necessità. Del sesso puro, senza comportamenti propiziatori, seduzioni, balletti corteggiatori, ricatti e riscatti, centellinazioni e negazioni. Perché dentro la sessualità (è sciocco negarlo) esiste anche il senso del potere, il potere di concedere sesso e di arrogarsi violentemente il sesso. Il potere è un afrodiasiaco potentissimo se, come si sostiene, la migliore zona erogena è il cervello.

Un essere con fattezze di donna che assecondi i desideri è presente nella mentalità maschile al punto che degli scrittori di fantascienza l’hanno immaginato nel futuro. Nel romanzo di Philip Dick del 1968, Blade Runner, uno dei quattro replicanti che vengono inseguiti dal cacciatore è Bliss “modello standard di piacere per i lavoratori delle colonie”. Ma anche nella saga dei robot scritta da Isaac Asimov i robot umanoidi altamente perfezionati e indistinguibili dagli esseri umani (se non nel comportamento) diventano compagni sessuali degli uomini e (udite! udite!) delle donne. Eh già, perché ci si può chiedere perché una donna non possa trovare in un umanoide robotico il compagno sessuale delle proprie idealizzazioni, paziente e adorante, che sostenga quanto occorra ogni singola donna a rincorrere la propria soddisfazione.

E le emozioni? Le emozioni non fanno parte di questo post. Però, se proprio siete intrigati da questo scenario, provate a leggere il romanzo di Asimov “I robot dell’alba”.

Annunci