L’aggressione dello scherzo e la creatività del gioco

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Bisogna stare agli scherzi, recita un vecchio adagio. Lo scherzo, però, è un’aggressione ritualizzata (entro regole condivise), anche se accettata socialmente. Comunque rimane un’aggressione. Il gioco, invece, manca dell’aggressività: si partecipa tutti al gioco (mentre lo scherzo viene subìto) ed è un’attività che vive di creatività. Parimenti, possiamo fare la stessa distinzione tra satira ed umorismo.

Ecco che, quando un regista che ha appena vinto l’Oscar è oggetto di uno scherzo come quello descritto da Michele Serra, possiamo supporre che sia stato uno scherzo dettato dall’invidia: aggressivo, appunto.

La realtà e gli psicologi

Nella mia attività di commento psicologico delle notizie, ovvero nella rubrica TG3 Altre Visioni, trovo sempre molta difficoltà di fronte alle notizie capaci di innescare delle valutazione stereotipate. L’uomo violento che ammazza la moglie, l’aggressione ad un gay, la rivendicazione femminista, un comportamento dettato dalla religione: in questi, e in altri campi, ci si trova a dover considerare le reazioni delle persone mosse da schemi mentali stereotipati. Quel “pensiero normale” che non consente di andare oltre l’apparenza e ci nasconde tutte le altre possibili ragioni che hanno determinato un comportamento. Forse un compito degli psicologi – visto che ne abbiamo in eccesso per poter fare tutti i “curatori del prossimo” – potrebbe essere quello di fare i mediatori con la realtà mediatica, ad uso e consumo delle persone: magari per far scoccare la prima scintilla di una capacità critica.

psicologia, audiovisivi e vita delle persone