I DIECI FILM PIU’ IMPORTANTI DELLA MIA VITA

Al contrario della musica che vivo profondamente in qualsiasi momento della mia vita quotidiana, i film sono qualcosa di più episodico. L’importanza che essi assumono dipende dal momento in cui li vediamo, con chi eravamo, se era al cinema o in tv, se la storia era entrata in risonanza con il nostro vissuto o se lo spettacolo ci ha stupiti. E’ stato, quindi, difficile fare questa classifica. Soprattutto è stato difficile non farsi prendere dalla testa e rimanere di pancia, rimanere ai film che realmente sono stati importanti e non necessariamente belli.

Non ve li proporrò in ordine cronologico ma di importanza e rilevanza nella mia storia. Vi troverete, quindi, dei bei salti temporali.

 

10° – Un’altra donna – Woody Allen (1988)

Tra i tanti film di Woody Allen che ho visto, questo è stato l’unico che non aveva alcun intento comico. Una storia molto intima che riguarda un mondo che ho vissuto da dentro e da fuori, ovvero quello della psicoterapia, ma dal punto di vista della professione. Incrociare le vite di altre persone, appassionarsi alle loro storie, anche minime. Le paure e le difficoltà di chi, invece, deve essere colei che aiuta sono un punto di vista diverso della vita. Questo film mi ha lasciato la morbida sensazione di aver sentito i dubbi di una persona autorevole, di valore.

 

9° – Il giorno più lungo – Darryl F. Zanuck (1962)

E’ colpa di mio padre. Quando i miei genitori si separarono, rimasero in casa alcuni dischi e alcuni libri di mio padre. Tra questi, una decina di libri sulle storie della seconda guerra mondiale. Mi sono appassionato all’argomento ed uno dei primi che comprai raccontava dello sbarco in Normandia: il D-day. Da questo libro è stato tratto, poi, il film in questione. Il libro, come i film, l’ho affrontato decine di volte e, come spesso accade a chi rilegge i libri o rivede i film, i personaggi diventano una specie di amici che si va a (ri)trovare. Ci si fa compagnia nel corso degli anni.

 

8° – Fantasia – registi vari (1940)

Il visionario film di Walt Disney, uscito ben ventidue anni prima che io nascessi, l’ho visto al cinema per la prima volta e, nel corso degli anni successivi, sono tornato almeno altre tre volte a rivederlo: erano i tempi in cui i film di successo (i classici di Disney lo erano per antonomasia) venivano riproposti più volte. Fantasia è stato il mio approdo al piacere del film/video di sole immagini e musica, in cui la parte ludica è superiore a quella narrativa, il gioco più importante della storia.

 

7° – Woodstock – Michael Wadlleigh (1970)

Il documentario sui tre giorni di concerto diventati l’apoteosi del movimento hippy degli anni Sessanta è stato, naturalmente, un incontro adolescenziale. In un cinema di terza visione, con prezzi popolari, entravamo al primo spettacolo e ce ne vedevamo almeno due di fila (allora si poteva fare). Vedevamo in quel film i protagonisti dell’era musicale del rock: Jimi Hendricks, The Who, Joe Cocker, Joan Baez, Santana. L’elenco è lungo. Ci siamo tornati a più riprese in quel cinema per vederlo ancora una volta.

 

6° – Più forte ragazzi – Giuseppe Colizzi (1972)

La mia età di abbassa ancora e mi trova bambino. Questo film mi portò a vederlo mio padre. C’erano quei due simpatici testoni di Bud Spencer e Terence Hill che davano cazzotti a destra e a manca, aerei improbabili e scassati e la musichetta degli  Oliver Onions, al secolo Guido e Maurizio De Angelis. Più volte l’ho rivisto nei suoi vari passaggi televisivi nel corso dei decenni. Un momento di spensieratezza dell’infanzia.

 

5° – Arancia meccanica – Stanley Kubrik (1971)

Il film di Kubrik che fece molto scalpore all’epoca, non lo vidi quando uscì perché era vietato ai minori, sia per la violenza sia per alcune scene di marca sessuale. L’ho rivisto qualche anno dopo, sempre al cinema. Fu il mio incontro con la narrazione della violenza. Tutti i film visti in precedenza avevano decine e decine di assassini e di morti, ma erano tutti poco realistici. La violenza gratuita, quella fatta per il puro piacere, non l’avevo mai vista. Ma fu anche un film che, dopo fantasia di Disney, faceva diventare la musica protagonista stessa della narrazione, parte in causa del racconto.

 

4° – Totò, Peppino e la malafemmina – Camillo Mastrocinque (1956)

Potrebbe essere superfluo parlare di questo film tanto esso è diventato parte della cultura italiana popolare. Molti dei modi di dire presenti nel film, delle battute,  sono ancora nella nostra memoria collettiva, come pietre miliari. Lo vidi in televisione, molte volte. L’ho ricomprato in dvd ed ancora oggi, di tanto in tanto, lo rimetto nel computer per assaporare di nuovo le facezie burlesche che Totò e Peppino ci hanno lasciato. L’ho fatto vedere anche a dei ragazzi che citavano le battute del film senza saperne la storia.

 

3° – Blade runner – Ridley Scott (1982)

Il sontuoso film di Ridley Scott è stato il più bel film di fantascienza che abbia visto. La fantascienza è il genere letterario che io ho amato e consumato massicciamente da giovane, che mi ha portato in mondi diversi, che mi ha spesso posto questioni sociologiche e filosofiche. Rimasi affascinato dal concetto di “uomo” che il film poneva. Cosa può definirsi umano?

 

2° – The Blues Brothers – John Landis (1980)

Sulla piazza d’onore il musical demenziale e delirante con Dan Aykroyd e John Belushi. Ancora un film con la musica che è protagonista, con una parata di stelle del blues e nel Guinness dei primati per la scena col maggior numero di incidenti d’auto. E’ un film che ho visto almeno sette volte al cinema e decine di altre volte in tv e dvd. Tutti i protagonisti sono dei miei amici che mi accompagnano nel tempo e che mi fa piacere ritrovare di tanto in tanto. Anche questo, come quello di Totò e Peppino, ha una serie di battute che sono ormai patrimonio dell’umanità.

 

1° – Nuovo Cinema Paradiso – Giuseppe Tornatore (1988)

Il vincitore del Premio Oscar del 1990 è il mio film, per i temi trattati e per la musica. La presenza di una figura paterna che padre non lo è, l’amore che nasce nella gioventù e si protrae negli anni (soprattutto nella versione integrale del film), la necessità di andare via dalla propria terra per poter trovare una strada, sono tutti pezzi del racconto che entrano in risonanza con la mia storia. Il film, poi, fu per me l’occasione di un incontro d’amore e, quindi, ancor più importante. Un film che ho sempre amato rivedere ma centellinandolo, per non diluire troppo le emozioni che sempre mi riserva.

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