NUOVI STILI DI CONSUMO TELEVISIVO

Vi racconto una scena a cui ho assistito e partecipato qualche giorno fa che mi è sembrata illuminante sui nuovi stili di consumo televisivo.
Pranzo con parenti e amici. Tavolata con una ventina di persone di varie fasce d’età. Il televisore acceso in attesa che arrivino tutti gli ospiti. Attraverso la funzione on demand di Sky si saltella da un concerto all’altro. Anzi, si scelgono le canzoni andando avanti e indietro: addirittura una canzone si ascolta due volte. I presenti commentano le canzoni e i cantanti.
Durante il pranzo il televisore viene lasciato a emanare la musica di Tchaikovsky, Lo Schiaccianoci più esattamente.
Alla fine, dopo caffè e liquori, i più giovani predispongono il televisore su internet e, andati su Youtube, cominciano a selezionare i video di un gruppo comico, The Jackal. Risate, commenti e condivisione di un divertimento di chi li conosce con cui li scopre per la prima volta. Una visione perfetta qualitativamente. Non solo. I video dei The Jackal sono l’ultima frontiera della pubblicità che, come facevano i caroselli degli anni Settanta del secolo scorso, offrono dei cortometraggi divertenti legati ad un brand con tempi allungati rispetto ai ristretti tempi degli spot classici.
Quelli che ho descritto sono un perfetto esempio delle nuove dinamiche di consumo audiovisivo. Innanzitutto, è palese che è sparita la dinamica di flusso del consumo da palinsesto. Il prodotto audiovisivo non è più su quella rete a quell’ora, tipica della televisione 1.0 ma è frazionato, asincrono rispetto allo scorrere del tempo. Altro effetto apprezzabile è la condivisione generale delle dinamiche di scelta on demand, tipiche del consumo ai tempi di internet. Se i ragazzi ci sono nati in una simile procedura, gli adulti l’hanno acquisita attraverso gli smartphone. Quindi, motori di ricerca, parole chiave, utilizzo della barra dello scroll, condivisione sono tutti termini che sono entrati nella vita di gran parte degli utenti.
Chi pensa la tv del futuro dovrà pensarla in questa forma: non è più la tv che decide tempi e prodotti ma è l’utente che sceglie e rilancia ad altri.

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