VOI COSA FARESTE?

Questo post è stato realizzato con Giulia Scatà

Il documentario “Catfish” racconta della scoperta da parte di uno degli autori della falsa identità che una donna aveva assunto attraverso molteplici profili. Da quella esperienza si è generato uno spin-off nella serie televisiva “What would you do?”, andato in onda per la prima volta il 26 febbraio del 2008 e prodotto dalla ABC.
Ogni puntata mette in scena diverse situazioni con lo scopo di attuare vari esperimenti sociali, partendo ogni volta da una notizia di cronaca, o da statistiche e stereotipi.
Gli argomenti trattati sono stati vari e pericolosi come il razzismo, discriminazione a causa dell’orientamento sessuale, maltrattamento sulle donne o bambini, abusi sul posto di lavoro, obesità e altri, vari attori interpretano le parti della vittima e del carnefice.
Il tutto si svolge in un posto pubblico come una stazione di servizio, un centro commerciale, un ristorante e si osservano attraverso varie telecamere nascoste le reazioni delle persone presenti, ovviamente all’oscuro della farsa.
Il conduttore, nel frattempo, nascosto in furgone, osserva tutto quello che succede pronto ad intervenire a porre la crucciale domanda: “perché hai reagito in questo modo?” o “perché non hai fatto nulla?”
E’ interessante vedere come alcune persone reagiscano in maniera molto forte quando vengono messi in dubbio i diritti fondamentali della persona ed è sconvolgente, in caso contrario, assistere al loro silenzio o alle imbarazzanti scuse a posteriori.
Quasi tutti gli attori che partecipano a questo programma hanno vissuto in prima persona le situazioni che mettono in scena, sono state vittime di razzismo, discriminazioni e abusi di vario genere: questo non fa che rendere il tutto più reale.
Ovviamente il programma non persegue nessun obiettivo scientifico, forse mira velatamente a una sensibilizzazione da parte del pubblico agli argomenti trattati.
E’ uno show e come tale ha come interesse primario l’intrattenimento, suscitare forte emozioni come sdegno e spesso commozione, ma la cosa più importante è che ci obbliga a porci la cruciale domanda : “voi cosa fareste?” In fondo, i comportamenti prosociali, di cui tutti lamentano la progressiva sparizione, si consolidano attraverso l’esempio, assistendo a ciò che fanno altri. Nell’era dei media, l’audiovisivo può supplire alla vicinanza e farci conoscere comportamenti differenti dall’indifferenza o dal rifiuto.

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