TRIBUTO PUBBLICO E LAPIDI PRIVATE

La distinzione tra spazio privato e spazio pubblico è sempre una delle dimensioni su cui misurare il livello qualitativo di una cultura, di una società, di un qualsiasi luogo abitato da noi umani. Lo spazio pubblico è il Noi (nostro, di tutti), mentre quello privato è Io (mio, delle persone che percepisco come estensione di me). La cura che si mette nella gestione e nella bellezza (decoro) dello spazio pubblico è una misura del Noi espresso dalla collettività; viceversa, l’abbandono e l’incuria dello spazio pubblico è la misura del disinteresse verso il Noi e, nei casi più estremi, si può arrivare all’occupazione dello spazio pubblico per fini privati. In questo caso possiamo ipotizzare che chi ha questo comportamento disprezza lo spazio pubblico (Voi) in quanto non-mio, quindi ne fa ciò che vuole. (segue)

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Vi sarà capitato di notare per strada dei luoghi in cui sono morte delle persone, generalmente in incidenti stradali – dalle autostrade alle strade cittadine – in cui i parenti/amici dei morti hanno apposto dei manufatti-ricordo. Si va dal semplice fiore alla lapide vera e propria. Proprio in questo ultimo caso si può configurare il comportamento che è sopra descritto. Lo spazio pubblico viene usato dalla collettività ponendo monumenti, stele, targhe e altri manufatti come riconoscimento del valore di chi ha fatto qualcosa per la collettività. E’ una decisione delle istituzioni (Noi) che rappresentano tutti (Io). Se, invece, chicchessia piazza una lapide sul suolo pubblico, accade di fatto che viene imposto a tutti (Noi) il ricordo di un fatto privato: e non regge la giustificazione che queste lapidi possono assolvere al ruolo di monito per evitare altre morti, perché si continua a morire (nonostante le lapidi) e poi mancherebbero tutte quelle delle migliaia di persone che non si arrogano il diritto di erigere il piccolo monumento privato.
Tutto ciò di cosa può essere indice? Sicuramente è un segno del ritiro di chi gestisce le istituzioni (Stato, Regioni, Comuni) dalla gestione dello spazio pubblico. Questo comportamento delle istituzioni è uno di quelli che – poi – determina lo “spazio” che vanno ad occupare gruppi, clan, singole persone. Poi si strilla perché si è perso il controllo del territorio.

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3 pensieri su “TRIBUTO PUBBLICO E LAPIDI PRIVATE”

  1. sarebbe tanto più decoroso, e utile piantare un albero , magari con una piccola targa con scritto in memoria di……ma purtroppo a nessuno gli è mai venuto in mente e oltre a l’incredibile quantitativo di rifiuti quotidianamente gettati dai finestrini da gente ignorante ,incivile e troglodita o lasciati dai bivacchi notturni sempre dai medesimi dobbiamo subirci pure questo(mi riferisco alla palmiro togliatti,strada che percorro ogni giorno)

  2. Perfettamente d’accordo con quanto scritto. Purtroppo a 18 anni ho perso mio fratello di 21 in un incidente stradale. In famiglia non abbiamo mai neanche considerato di mettere alcunchè sulla strada, bensì, mio padre, ispirandosi ad un uso coune in Inghilterra, acquistò due grandi armadi-libreria, ci fece applicare una elegante etichetta con scritto “in memoria di Gian Filippo” e li donò al liceo locale.

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