A COSA SERVE LA PROSSEMICA

Fervono a Roma i lavori per l’apertura di nuove stazioni della lineaC della metropolitana di Roma. Passeggiando per il mio quartiere capito proprio su uno degli “effetti collaterali” di questi lavori. E’ stato un attimo e subito mi sono venute a mente le conoscenze di prossemica. C’è un errore di prossemica di chi ha progettato alcuni di questi lavori e ciò potrà portare a sgradevoli conseguenze. Ora ve le mostro.

foto 1

In questa immagine [foto 1] vedete l’angolo di una strada. Sul marciapiede di fronte sono spuntate alcune costruzioni in muratura basse: un paio (quelle grandi) sono delle prese d’aria con una griglia, le altre non so esattamente [foto 2]. E’ evidente che hanno occupato gran parte del marciapiede.

foto 2

A questo punto, chi ha dovuto gestire l’organizzazione del traffico conseguente a la nascita di queste costruzioni – probabilmente nella granitica certezza che le regole vanno rispettate sempre – ha compiuto dei grossolani errori di antiprossemica: errori che possono avere ricadute negative. Analizziamo la questione dal punto di vista prossemico.
La legge è presa a prestito dalla psicologia ed è il “principio di economia“: gli esseri viventi tendono ad adottare strategie comportamentali improntate al minimo sforzo col massimo risultato. In termini prossemici, questo si tramuta in un assioma che potremmo così enunciare: “se devo andare da A a B cercherò di fare il percorso più breve possibile”. Il corollario a questo assioma è che “questo percorso più breve tenterò di farlo anche violando norme implicite ed esplicite”. Un chiaro esempio di violazione di norme implicite [foto 3] è andare da A a B passando in mezzo a delle interruzioni in una siepe.

foto 3

Torniamo al nostro angolo. Visto dall’alto la X è la posizione da cui ho scattato la foto. Come potete vedere nella foto di Google Maps la zona in cui hanno fatto i lavori e i percorsi (in giallo) che sono stati previsti per far arrivare un pedone dal punto A al punto B. [foto 5]

foto 5

Ma, secondo le leggi della prossemica, quale sarà il percorso che ogni persona prenderà prima in considerazione? Quello più breve, ovviamente [foto 6]

foto 6

Proprio per impedire ciò, il progettista dei lavori ha pensato bene di piazzare degli ostacoli per impedire il passaggio delle persone e costringere ad usare i (lontani) attraversamenti pedonali [foto 7].

foto 7

Problema risolto? Assolutamente no. Infatti, il ragazzo che è stato ripreso nella foto [foto 8] sta già facendo quello che ormai fanno tutti: passano secondo il tragitto più breve che, però, le transenne dello sprovveduto progettista obbligano a fare sulla strada.

foto 8

Il problema è che una persona adulta riesce a fare questo percorso “allo scoperto” abbastanza velocemente. La cosa cambia quando dovrà essere un bambino o un anziano.
Possiamo concludere che, in questo come in altri casi, l’applicazione pedissequa delle regole si tramuta in un invito alla violazione delle stesse, soprattutto per un popolo individualista e insofferente (biologicamente) alle regole come noi. Se, invece, avessero mantenuto aperto un varco lungo la linea più breve si potrebbero risparmiare molti rischi.
Post Scrittum. Mi sono accorto di questo problema perché mi è capitato di seguire nell’attraversamento una vecchina che, attraversando secondo il percorso più breve, ha inveito rabbiosamente contro chi avesse fatto quei lavori “a capa di…”.

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