LA TEORIA DEL TUTTO

Chi si aspetta di vedere un film sulla storia del fisico Stephen Hawking sappia che la sua vicenda è secondaria. O meglio, serve a raccontare un’altra storia: quella della donna che decide di stargli accanto, sposarlo e aiutarlo. Il personaggio di Jane Wilde è il fulcro di tutto il racconto. Il film si regge su una domanda implicita, ovvero: “possibile che lei si sia dedicata completamente ad un uomo nelle condizioni di assoluta dipendenza”? Su questa domanda viene costruita tutta la narrazione e si comprendono tutte le azioni della donna. Amore, dunque. Un amore che può essere visto anche come una dipendenza, tanto che nella vita reale (e nel film) è Hawking che decide quando recidere il legame con lei e lasciarla “libera” di vivere affianco ad un altro uomo.
Quindi, “La teoria del tutto” è una storia d’amore estremo, un amore apparentemente lontano dagli amori dei legami fragili che oggi sembrano imperare.
La regia di James Marsh è pulita, segno anche di una sceneggiatura diligente che si lascia andare perfino ad un paio di battute divertenti. La fotografia è sobria, dai toni morbidi e poco contrastati, un po’ buia, quasi a voler sottolineare “l’inglesità” della vicenda.
L’unico guizzo narrativo è il finale, quando si chiude il film unendo (finalmente) la fisica e la storia d’amore con un artificio di montaggio che mostra Il Tempo.

TdT4

TdT1

TdT3

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...