DARE L’ESEMPIO

DARE L'ESEMPIO

Mi perdonino i tifosi romanisti, ma l’episodio è esemplare. Nella partita Cagliar-Roma del 6 aprile il giocatore della Roma, Mattia Destro, rifila un cazzotto ad un avversario durante una fase di gioco. L’arbitro non se ne avvede e sanziona con un’ammonizione il giocatore del Cagliari che accenna una reazione, mentre il giocatore della Roma stramazza a terra fingendo di essere stato lui a ricevere il fallo. Malauguratamente per il giocatore della Roma, le telecamere registrano l’episodio e la sua azione si distingue perfettamente. La cosiddetta “prova tv” viene usata dal giudice sportivo per condannare il giocatore, reo del pugno, a quattro giornate di squalifica. Fin qui è la cronaca.
L’esempio di cui accenno nel titolo è il ricorso che la società Roma fa contro la condanna. L’azione violenta del giocatore è incontestabile e nota ormai a tutti. Ricorrendo in appello, invece di fare pubblica ammenda condannando il comportamento del proprio giocatore, la società afferma implicitamente che è dalla parte di chi si comporta in modo violento. La deriva sociale si coglie anche in episodi come questo.

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2 pensieri su “DARE L’ESEMPIO”

  1. Che pressapochismo qualunquistico. Il ricorso viene fatto non per giustificare o avallare il gesto del giocatore ma perché vi è una disparità nell’uso del supporto televisivo rispetto ai regolamenti vigenti.

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