L’aggressione dello scherzo e la creatività del gioco

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Bisogna stare agli scherzi, recita un vecchio adagio. Lo scherzo, però, è un’aggressione ritualizzata (entro regole condivise), anche se accettata socialmente. Comunque rimane un’aggressione. Il gioco, invece, manca dell’aggressività: si partecipa tutti al gioco (mentre lo scherzo viene subìto) ed è un’attività che vive di creatività. Parimenti, possiamo fare la stessa distinzione tra satira ed umorismo.

Ecco che, quando un regista che ha appena vinto l’Oscar è oggetto di uno scherzo come quello descritto da Michele Serra, possiamo supporre che sia stato uno scherzo dettato dall’invidia: aggressivo, appunto.

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Un pensiero su “L’aggressione dello scherzo e la creatività del gioco”

  1. “Ma scherzaaaavo”… La frase tipica con cui si schermiscono i ragazzi quando sono stati colti sul fatto per una frase cattiva detta ad un compagno. E allora cerchi di fargli capire che se il compagno soffre, per ciò che gli è stato detto, vuol dire che quel registro linguistico non va più usato. Ma lo scherzo ha il suo rituale, come affermi, la sua sintassi rituale: é l’altro che è troppo sensibile e non sa “stare allo scherzo”. Dopotutto, loro si stanno solo allenando per entrare nella gabbia dei leoni… magari guardando qualche programma alla tele.

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