La realtà e gli psicologi

Nella mia attività di commento psicologico delle notizie, ovvero nella rubrica TG3 Altre Visioni, trovo sempre molta difficoltà di fronte alle notizie capaci di innescare delle valutazione stereotipate. L’uomo violento che ammazza la moglie, l’aggressione ad un gay, la rivendicazione femminista, un comportamento dettato dalla religione: in questi, e in altri campi, ci si trova a dover considerare le reazioni delle persone mosse da schemi mentali stereotipati. Quel “pensiero normale” che non consente di andare oltre l’apparenza e ci nasconde tutte le altre possibili ragioni che hanno determinato un comportamento. Forse un compito degli psicologi – visto che ne abbiamo in eccesso per poter fare tutti i “curatori del prossimo” – potrebbe essere quello di fare i mediatori con la realtà mediatica, ad uso e consumo delle persone: magari per far scoccare la prima scintilla di una capacità critica.

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